La monta a pelo è qualcosa che, secondo me, ognuno di noi dovrebbe almeno una volta provare. Ad onor di cronaca ammetto di aver provato la prima volta un po' per curiosità ed un po' per pigrizia. La curiosità di provare a salire sul cavallo senza sella "interposta" ormai l'avevo da tempo e avevo chiesto un paio di volte alla mia istruttrice nel maneggio in cui ero anni fa cosa ne pensasse; dopo quello che mi era sembrato un entusiastico "Prova, ti può aiutare anche a migliorare l'assetto!" in realtà quando chiesi se poteva venire a darmi una mano (perché non ero così tranquilla a farlo da sola) iniziò a tirarmi fuori questioni riguardanti la schiena del cavallo e che tale pratica non sarebbe stata niente di interessante. Un po' demoralizzata e preoccupata all'idea di fare qualcosa che avrebbe potuto nuocere alla schiena del cavallo, abbandonai l'idea che mi ritornò solo dopo aver portato l'animale a casa. La curiosità per prima e dopo la pigrizia: iniziai a montare a pelo per portare i cavalli al paddock. Dato che i pad non sono subito davanti alla scuderia (anche se non si trovano ad un km beninteso), portare fuori gli animali uno alla volta, portare il fieno, l'acqua, pulire i pad ecc ecc implicava andare avanti e indietro per quella strada almeno 15 volte al giorno. Perché dunque non ottimizzare la cosa e farmi un pò scarrozzare? Mettere la sella per fare 100mt sarebbe stato inutile e avrebbe ulteriormente allungato i tempi perciò l'unica soluzione era provare a pelo! Da quel momento in poi non ho più smesso! Come sempre non voglio addentrarmi nell'ambito della tecnica perché non mi compete ma vorrei solo dare qualche consiglio per chi volesse provare a cimentarsi in questo tipo di monta. Innanzi tutto credo che un requisito fondamentale sia la fiducia. Io l'ho potuto fare qui a casa tranquillamente perché i cavalli sono abituati a stare fuori al paddock tutto il giorno e conoscono i rumori esterni e l'ambiente: la mia insicurezza quando ero al maneggio era dovuta principalmente alla mancanza di "fiducia" perché il cavallo a volte scappava prendendo la mano quando sentiva qualche rumore o quando i cani gli abbaiavano contro (situazione a mio avviso in gran parte dovuta alla scuderizzazione continua: il cavallo usciva solo se montato o per girare alla corda perché il paddock non si poteva usare altrimenti si sarebbe rovinato...). Una volta stabilito che ci fidiamo (se abbiamo già paura in partenza rimarremo rigidi aumentando il rischio di sbilanciarci da una o dall'altra parte e trasmetteremo la nostra ansia al cavallo che potrebbe recepirla come dovuta a qualche pericolo esterno dal quale fuggire) è bene iniziare per gradi: io al paddock i miei li ho sempre portati al passo, poi mi sono cimentata facendo poche falcate di trotto e dopo aver acquisito sicurezza e tranquillità al trotto sono passata al galoppo (che faccio però solo quando lavoro in campo). Problemi alla schiena a dire il vero non ne ho mai riscontrati (ma anche quando lavoriamo lo facciamo in modo molto tranquillo e "blando", magari montare tutti i giorni lavorando "seriamente" per un'ora o più potrebbe essere nocivo, questo non lo so dire) il problema maggiore al massimo è scendere con le parti non esposte al sole un po' doloranti se il cavallo non ha una schiena molto tonda e comoda. La fiducia di partenza ne esce senza dubbio ulteriormente fortificata così come l'equilibrio. La posizione corretta non credo esista davvero...insomma io mi limito in generale a tenere una posizione comoda per me e per lui, piuttosto avanzata verso il garrese e con le gambe "a penzoloni" (stringere eccessivamente ginocchia o polpacci diventa un lavoro estenuante se protratto per più di dieci minuti e non aiuta in caso di scarti o sgroppate, anzi credo che ci renda ancora più rigidi e propensi a cadere). Il galoppo generalmente è più comodo del trotto anche se io mi trovo piuttosto bene anche a questa andatura (l'importante è che non si rimbalzi sulla schiena come delle palle per intenderci): seguire armoniosamente il movimento del cavallo è d'obbligo (in tal caso forse sarebbe meglio farlo se già si sa stare comodamente al trotto seduto con la sella altrimenti potrebbe diventare doloroso!). I piedi...mah credo siano pari ma sinceramente non ne sono così sicura perché potrei anche tenere le punte basse (appena riesco a trovare qualcuno che mi faccia una foto la aggiungo e così vediamo come sono messa nella realtà!). L'unica controindicazione da segnalare potrebbe essere quella di avere perennemente i pantaloni sporchi (e pieni di peli nel cambio di stagione)! Che altro...pantaloni e scarpe comode (io non mi trovo benissimo con gli stivali e preferisco le scarpe da ginnastica), come pantaloni uso o quelli classici per montare (se hanno l'inserto in velluto può essere un vantaggio per ottenere un po' più di grip) o dei fuseaux in cotone; con i jeans mi è capitato di fare solo del passo per cui non so se le cuciture un po' più spesse possano dare fastidio o meno ma mi danno l'idea di poter provocare qualche abrasione essendo il tessuto più spesso (ma è una pura idea personale non fondata su dati reali o sull'esperienza!). Che altro aggiungere se non...buon divertimento!
Si effettuano traduzioni di testi di tecnica equestre e veterinaria equina dall'inglese all'italiano. Contattatemi all'indirizzo ingrid.vaccino@gmail.com
giovedì 28 marzo 2013
martedì 26 marzo 2013
Piede scalzo o ferrato?
Il famoso detto "niente piede, niente cavallo" nasce da un concetto primario che ogni proprietario di cavalli (o gestore di un maneggio) dovrebbe sempre avere in mente: un cavallo con piedi doloranti sarà un cavallo riluttante al lavoro o addirittura impossibilitato ad esso. Credo sia semplice capire quanta importanza rivesta questa parte del nostro amico anche solo pensando al lavoro per cui essa è stata pensata: sostenere svariate centinaia di chili e, allo stesso tempo, funzionare da ammortizzatore (oltre che permettere all'animale di percorrere anche molti chilometri su terreni di diverso tipo). Solo da queste poche considerazioni si può dedurre quindi quanto sia complessa la struttura dello zoccolo e, di conseguenza, quanta importanza rivesta la sua giusta cura e manutenzione. Che voi decidiate dunque per lasciare i vostri cavalli sferrati o, al contrario, ferrarli non dovete perdere d'occhio la salute del piede del cavallo. Né una soluzione né l'altra implicano una maggiore o minore cura e, allo stesso tempo, entrambe hanno il loro costo. Innanzi tutto credo sia giusto "sfatare un mito": la decisione di sferrare un cavallo non comporta una minore spesa. Il piede infatti deve essere comunque pareggiato da un professionista che sappia quello che fa e che lavori per assicurare al vostro animale il benessere necessario. Il cavallo in natura è capace di percorrere distanze di 30 chilometri consumando perciò la suola e modellando lo zoccolo secondo le sue necessità. La permanenza dei cavalli domestici in box o paddock dal terreno soffice impedisce dunque allo zoccolo di consumarsi a sufficienza rendendo quindi necessario l'intervento umano per eliminare la parte in eccesso. Fate attenzione anche a come viene pareggiato il cavallo tenendo presente che il pareggio atto poi ad una successiva ferratura non è idoneo se fatto su di un cavallo che poi verrà mantenuto scalzo. Personalmente ho scelto per l'opzione barefoot già da alcuni anni e devo ammettere che fino ad ora non ho mai avuto problemi (anzi i piedi della mia cavalla -che sono sempre stati piuttosto deboli e tendenti a rotture- si stanno indurendo). Che voi vi affidiate ad un maniscalco o ad un pareggiatore fate attenzione ad un paio di cose: se il cavallo presenta una forte sensibilità alla suola dopo aver effettuato il pareggio o riscontrate una zoppia tutto ciò è indice che qualcosa non ha funzionato come dovrebbe; il nostro intento è quello di migliorare la condizione del cavallo e non di renderlo dolorante! Ricordiamoci di pulire periodicamente i piedi per verificare qual è il loro stato; eliminiamo pietre e sporco e ingrassiamo i piedi che risultino troppo secchi. Non aspettiamo troppo tempo prima di chiamare maniscalco/pareggiatore: questa soluzione apparentemente potrebbe farci pensare che risparmieremo denaro allungando i tempi di ferratura o pareggio ma in realtà rischiamo di spendere molti più soldi nel caso in cui insorgessero problemi dovuti a talloni troppo alti, punte troppo lunghe, ferrature correttive, ecc. Alcuni consigliano di sferrare periodicamente i cavalli ferrati per poter permettere allo zoccolo di rinforzarsi ma in realtà non so quanto questa soluzione sia efficace se attuata per brevi periodi di tempo (il tempo di transizione da uno zoccolo ferrato ad uno sferrato in genere si aggira attorno all'anno...). L'uso del ferro infatti tende a rendere la muraglia più sottile e a farla crescere di più, limita le capacità di ammortizzare le spinte e impedisce il normale consumo dello zoccolo mentre il piede scalzo tende ad irrobustirsi sempre più. L'ultimo consiglio che posso darvi è quello che - per quanto vi sia possibile- siate presenti nel momento in cui il vostro cavallo viene ferrato/pareggiato: ciò vi permetterà di capire molte cose, in primo luogo relative al piede del vostro compagno e in secondo luogo (ma non meno importante) sul metodo di lavoro del maniscalco/pareggiatore. Mi è capitato infatti di vedere "professionisti" con metodi decisamente poco civili e controproducenti che sembravano essere appena scesi nell'arena come dei gladiatori ed allo stesso tempo ho visto Professionisti avvicinarsi a cavalli "difficili" con calma, serenità e pazienza riuscendo a fare un ottimo lavoro.
lunedì 11 febbraio 2013
Anemic horse
Do you have an anemic horse? If it's so, is your horse situation chronic or temporal? Did you find any solution to it?
venerdì 8 febbraio 2013
Travagliato cavalli
Anche quest'anno si svolgerà a Travagliato il consueto appuntamento con la fiera dedicata a tutti gli appassionati di cavalli. Avendo partecipato a diverse precedenti edizioni ed essendone sempre rimasta entusiasta penso che un giro ce lo farò anche quest'anno. I giorni previsti per la rassegna sono il 25, 26, 27 e 28 aprile 2013. Perché Travagliato? Personalmente io la preferisco a fiere più grandi proprio per il suo aspetto più "contenuto" e "famigliare". Le manifestazioni a cui si può assistere sono delle più svariate spaziando dalla monta americana, agli spettacoli, al salto dei giovani cavalli, alla morfologia degli arabi, al salto in libertà dei puledri e via dicendo. Gli stand presenti si snodano su di un percorso completamente all'aperto e si possono trovare in genere tutti i prodotti da selleria come abbigliamento per cavallo e cavaliere, prodotti per la cura del cavallo e via dicendo. Travagliato si trova in provincia di Brescia ed in genere propone sempre anche interessanti iniziative rivolte ai più piccoli (come il battesimo della sella per esempio). Qui il link per andare alla pagina ufficiale della manifestazione dove, al momento in cui scrivo, non sono ancora presenti tutte le informazioni riguardo al programma -che è ancora in allestimento- ma che presto sicuramente potrete trovare.
What is a sarcoid?
After seeing a skin lesion on my horse ear that possibly was a sarcoid I searched for more informations about it to understand better what I had to face. The first thing that I undestood was that there are six different types of sarcoids and that they are the most common skin tumors that can affect a horse. Recognizing them is not so simple and it is very tricky to find an everlasting solution or an effective treatment due to the fact that they may vary a lot from a horse to the other. It doesn't seem to be more common in one breed respect to another but it has been found that the percentage of male horses affected is higher than that of females. Thay can be found everywhere in the horse's skin even if they are more commonly situated around the eyes, the mouth, on the face or the neck but they can grow also on the groin, the sheat and the legs. There is no clear eveidence of their inheritability and the good news is that they do not metastasise but often a horse with a sarcoid can develop others. It's not easy to recognise them because their appearence can vary a lot and they can be single or multiple. Sarcoids classification is based on their form and appearence so there are those that have a verrucous form, a nodular form, an occult form, a fibroplastic form, a mixed form or those called malevolent. The mixed form is a "mix" (as its name suggests) of the other sarcoids forms and every form can change in time and develop into another one. One of the more common reasons for them to change from one form into a more aggressive one is related to an injury.
Sarcoids can be very small and stay in this way for a long period of time but the best thing to do, when you find on your horse skin something that could be a sarcoid, is to call your vet and ask him for an advise. Probably, if the tumor is small and it doesn't create any problem to your horse, he will tell you just to monitor it and call him in case there will be any significant change in its dimension. Biopsy is not commonly used because every injury or trauma can worsten the sarcoid condition.
Is there any satisfactory treatment that can completely solve the situation? The likeliest answer to this question is no because it is not simple to understand which treatment will work at 100%. Some of the possible solutions are: surgery, sarcoid cream, cryosurgery, injections of drugs into the lesion or radiation. Having a good dialogue with your vet is very important because his experience will be very helpful.
giovedì 7 febbraio 2013
Sarcoid or not?
What do you think about that? Is that a sarcoid or not? It was on the front side of the left ear of a female Haflinger, 6 y.o. It started being very little and after few months it grew suddenly without any clear reason. It used to make a crust that always went of (you can see it from the images below) and then the formation usually improved until it became doubled and then tripled. Unfortunately I do not have any photo taken during the very first time of it but it was really small and difficult to see. What happened then? Maybe an injury caused this growth but to be honest I have no idea about that. As I knew that the best solution in these cases was not touch the sarcoid until he doesn't create any problem I waited to call the vet who saw it when it started to grow. He told me that probably it was a sarcoid but the only way to know it for sure was to take a little part and analyze it. The problem is that if you remove part of a real sarcoid it probably will improve his width so if you chose to remove it it should be done for the entire tumor. Talking with my vet he also told me that, if I wanted to surgically remove it, it wasn't the right period of the year (we were almost in summer and here there are plenty of little mosquitos that can bite the wound) and it was better to wait until autumn came. So as we were waiting and the believed sarcoid continued to grow I decided to cover it with cream to protect it from insects and moreover it made the crust softer so it wouldn't have broken so often. It's true that sometimes a spontaneous regress of the sarcoid may occur even if you do not use any particular treatment. And it's also true that in my personal case we weren't so sure about it and if it was a sarcoid or not but the thing is that it started to reduce its diameter until he completely disappeared.
Horse books 2
The second book on my shelf is One Hundred Ways a Horse is Better than a Man, by Tina Bettison, edited by Hodder & Stoughton in 2007 and which cost was 3.99£. That one is completely different from the previous but you know...sometimes is good reading someting just for having fun! This little book of less than a hundred pages is nice and go with other two written by the same author One Hundred Ways for a Horse to Train its Human and One Hundred Ways to Live with a Horse Addict. They are all hilarious and you can find many funny things that, if you are a horse "addict" do too (of course I did).
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