mercoledì 26 agosto 2015

Piccoli puledri crescono


Poche ore di vita

Un giorno

Una settimana

Tre mesi
Un anno
Due anni


Tre anni



4 anni



West Nile

Dopo tanto tempo ecco un nuovo post dedicato alla West Nile. Scrivo perché pochi giorni fa ho avuto modo di approfondire l'argomento; infatti ho ricevuto una telefonata dal veterinario competente dell'ASL il quale mi diceva di doversi recare in azienda per fare un prelievo del sangue dai cavalli presenti proprio per verificare se ce ne fossero infettati dal virus. Gentilmente il veterinario mi ha anche spiegato a grandi linee cosa sia la West Nile e come mai si fossero resi necessari tali controlli. Può capitare che vi sia fatta tale richiesta di controllo per verificare la situazione di un determinato territorio. A pochi km da me infatti era stato ritrovato un gufo morto il quale è stato quindi mandato all' Istituto Zooprofilattico di Torino per essere analizzato. Riscontrato dunque il virus nell'animale si sono resi necessari i controlli anche sugli equini presenti nel raggio di alcuni km. Il contagio avviene attraverso un determinato tipo di zanzara (Culex) che lo può trasmettere tanto ai cavalli quanto agli umani ma il serbatoio principale del virus sono gli uccelli: umani e cavalli infatti rappresentano una sorta di "vicolo cieco" per cui il virus non si trasmette partendo da loro. La malattia in molti casi è asintomatica per cui sono strettamente necessari gli esami di laboratorio per identificarla; nella minoranza dei casi, dove invece si presenta qualche sintomo, si può verificare inappetenza, febbre, apatia e problemi a livello neurologico come zoppie e mancanza di coordinazione. In genere la prognosi in caso di infezione è positiva tranne nei casi più gravi nei quali può portare anche alla morte. Non esiste una vera e propria cura ma è possibile, se si vive in una zona a rischio, contattare il proprio veterinario e vedere se è il caso di vaccinare il cavallo in forma preventiva.

venerdì 25 luglio 2014

Horses as a symbol

Horses today are considered as friends and companions but their influence in history is ancient. In the past they were used for many different purposes; they were useful in wars and in the fields where they helped people during long working hours. They always had a big place in mythology, in literature and art. They were a symbol of power and nobility. Their freedom and loyalty to human is universally known and by riding a horse we feel like we can reach a little bit of this freedom. Horses took a great part in Greek mythology: Pegasus (the winged horse), centaurs (creatures that are half men and half horses), the horses that pulled the sun chariot of Helios or the Poseidon's one (in addition the latter god was seen as a protector of horses) are all still remembered today. They are also present in Celtic traditions (as for example Epona, the horses' goddess), in Norse, Iranian and Hindu mythology. In Christianity, the well known Saint George is most of the times portraided riding a white horse while he is defeating the dragon (moreover he is the patron saint of horsemen). Traditionally the white horse is ridden by a knight who represents good power while the black one means an evil force. The unicorn, a mythical creature, is often related to purity and chastity and during Medieval times they thought that it could only be captured by a virgin. It was adopted by James I as the symbol of Scotland and a unicorn is still present in the Royal coat of arms of the United Kingdom. A recent study has proved that horse meat was seldom eaten after the Christianization of Great Britain and it is probably due to the fact that horse meat was related to pagan's habits.  

venerdì 12 aprile 2013

Fai da te: il materassino per il cane

Buongiorno a tutti! Continuiamo con la sezione dedicata al "fai da te" per il nostro amico cane; oggi vorrei parlare di un progetto semplice semplice che si realizza in poco tempo ed è molto utile: il materassino per il nostro amico cane, una cuccia comoda e morbida fatta su misura per lui. Innanzi tutto ho preso le misure delle dimensioni ideali per il materassino/cuscino: ne ho realizzati due, uno più grande da mettere nel bagagliaio della macchina e uno un po' più piccolo da tenere in casa. A seconda dunque della taglia del nostro cane scegliamo il "formato": io ho fatto il più piccolo con i lati 60x70. Al brico ho trovato i cuscini di gomma piuma e ne ho preso uno alto all'incirca 7cm e di dimensione un po' più grande di quella necessaria; ho proceduto quindi tagliando la parte eccedente, ho posizionato il cuscino sulla stoffa che avevo scelto (un cotone con fantasia stampata) tagliando anche questa delle dimensioni necessarie ed ho quindi imbastito tre lati lasciandone uno aperto. Ho dunque cucito tutta la parte imbastita a macchina nella parte che sarebbe rimasta interna e, sull'ultimo lato, ho cucito il velcro in modo tale da poter sfilare tranquillamente il cuscino interno e lavare la stoffa dell'esterno! 

mercoledì 3 aprile 2013

"Infestazione" da pubblicità!

Buongiorno a tutti! Chiedo scusa innanzi tutto a coloro che hanno visto della pubblicità (tra l'altro non pertinente) apparire sul sito. Ho passato un bel paio di ore cercando di rimuovere tutto e spero alla fine di esserci riuscita (in caso contrario, se visualizzate ancora messaggi pubblicitari sopra il titolo o in qualsiasi altra posizione del blog, per favore segnalatemelo perché sono tutt'altro che voluti!). A quanto pare mi ero beccata un bel virus o meglio una maledetta applicazione che era stata scaricata in automatico insieme a qualche altro programma e che mi ha letteralmente infestato le pagine. La mia idea era di continuare oggi con la parte dedicata al "fai da te" ma purtroppo ho dovuto dedicare molto più tempo del previsto per risolvere questo problema inaspettato per cui cercherò di ritagliare un po' di tempo per scrivere il nuovo posto in serata o domani mattina. Scusate ancora per il disguido!!

martedì 2 aprile 2013

Fai da te: il cappottino a maglia per il cane.

Buongiorno a tutti e buon ritorno dalle vacanze pasquali. Sono nuovamente qui per parlarvi un po' del "fai da te" che tanto mi piace e mi diverte; questa volta, dopo il post sul coprisella, ci orientiamo più su qualcuno che è molto vicino al mondo dei cavalli e che spesso interagisce con loro: i cani! Molti proprietari di cavalli infatti si fanno accompagnare da uno o più amici scodinzolanti e proprio a loro è dedicata la sezione di oggi. Capita infatti spesso di portarsi dietro il cane in scuderia e cosa c'è di meglio di un bel cappottino caldo per tenerlo coperto nelle giornate fredde invernali quando ci seguono, anche per alcune ore, dai nostri cavalli? Anche questa volta tutto è iniziato un po' per necessità e un po' per divertimento: la ima cagnolina aveva infatti ricevuto un bel cappottino per Natale...peccato che mentre girovagava alla ricerca di mini lepri le si sia impigliato in qualche rovo del sottobosco e, divincolandosi, l'abbia perso. Dato che il vestito mi era costato la bellezza di quasi 40 euro (!) ho pensato di mettermi all'opera e fargliene uno su misura con della lana che avevo in casa. Lei è di taglia medio piccola per cui non avevo bisogno di molta lana né di molto tempo: in un paio di sere infatti il lavoro è stato completato. Per prima cosa dunque si sceglie la lana: se è un filato un po' spesso il lavoro sarà più veloce e avrete un bel cappottino morbido e compatto. Prendo perciò due o tre gomitoli di un filato marrone con sfumature dal bianco al nero; fate attenzione che i gomitoli scelti non siano lana al 100% ma abbiano una percentuale di sintetico in modo tale che possa resistere meglio ai frequenti lavaggi senza restringersi. Se non avete dei gomitoli in casa potete sempre fare un giro al mercato, in un negozio specializzato o ordinarli via internet; nel caso in cui abbiate solo dei "rimasugli" potete anche optare per riutilizzare tutto quello che avete realizzando un bel vestito multicolor! A seconda della lana scelta prendete i ferri della misura adatta (io ho usato quelli numero 6). Se siete capaci di usare i ferri circolari potete cimentarvi anche con quelli e fare un pezzo unico, personalmente io mi trovo meglio con quelli "normali" e procedo prima con la realizzazione della parte superiore, poi di quella inferiore ed infine le unisco insieme. A questo punto potete procedere in due modi: se già avete un cappottino potete usarlo come modello altrimenti prendete le misure o misurate mano a mano che il lavoro procede sul vostro cane per vedere dove aumentare o diminuire. Tenete presente comunque che la lana un po' cede per cui state troppo abbondanti. Per il punto potete sbizzarrirvi e scegliere quello che più vi piace...una semplice maglia legaccio (dritto sul 1°ferro e dritto sul 2°) è veloce e pratica ma nulla vieta di sperimentare trecce o lavorazioni a maglia rasata o quello che più vi piace. Il costo è dettato dal tipo di lana che sceglierete e da quanti gomitoli vi serviranno. In commercio esistono gomitoli che vanno dai 50gr a matasse più grandi da 100gr o più e le cifre variano a seconda della loro composizione (in media comunque un gomitolo di misto lana da 50gr si aggira sui 4€...a fine stagione potrete trovare offerte e sconti). Ed ora passiamo alla realizzazione: io in genere parto dal collo; per farlo prendo un cappottino che già ho e poi misuro mano a mano sulla "modella" per vedere come sto andando. Monto sul ferro le maglie necessarie (per una 20na di cm circa) e procedo con una costa 2-2 (due maglie dritte, due al rovescio perché ciò fornisce un effetto più elastico al collo). Dopo aver lavorato per circa 8 cm di collo a coste passo a lavorare tutto a maglia legaccio (tutto dritto) e aumento di un paio di maglie per lato all'altezza delle spalle; continuo poi per circa 45 cm senza aumenti mentre negli ultimi 6 cm diminuisco di una maglia per lato ogni giro arrivando ad avere 14 cm: chiudo il lavoro e poi termino con una catenella che va da un lato all'altro del cappottino e che funzionerà come sottocoda tenendo fermo il vestito (ogni misura varia poi a seconda dello spessore della lana scelta, della lavorazione e della dimensione del cane!). Fatto ciò passo alla parte sottostante: nuovamente parto dal collo dopo aver prima provato come veste la parte superiore: collo a coste per 8 cm e poi maglia legaccio per una 40na di cm. Chiudo il lavoro e termino con una catenella per lato, abbastanza lunghe da poter arrivare fino alla schiena dove saranno legate insieme con un fiocco e a metà parte sottostante (25 cm circa) altre due catenelle (una per lato) che funzionano sempre come chiusura. Cucio insieme sopra e sotto a livello del collo (facendo attenzione a mettere le due parti allo stesso livello) e ancora per altri 4 cm ed il gioco è fatto! E' sicuramente più difficile da spiegare che non da fare! Guardando le foto -spero- sarà tutto più chiaro! Buon divertimento e buon lavoro a tutte!



        

domenica 31 marzo 2013

Fai da te per il cavallo: i coprisella

Buon giorno e buona Pasqua a tutti! Oggi vorrei aprire una parentesi inerente al "fai da te". Non solo a me sarà capitato di trovarmi di fronte ad un coprisella logoro e sbiadito, il cui elastico ormai non tiene più nulla oppure di comprare una sella usata che non abbia un coprisella. Io mi sono trovata in entrambe le situazioni e se alla prima mi sono recata in selleria comprando un coprisella (la cifra per quelli in cotone mi pare di ricordare si aggiri attorno ai 10euro poi ne esistono di diverso tipo e marca per cui il prezzo può sicuramente variare) alla seconda volta mi sono decisa per farmelo "su misura". Innanzi tutto se decidete per la prima opzione e quindi andarlo a comprare ricordatevi di specificare per quale tipo di sella lo avete bisogno (una sella da dressage ha infatti quartieri molto più lunghi rispetto a quella da salto) anche se alcuni sono abbastanza elasticizzati e possono funzionare ugualmente per entrambe le tipologie. Se invece avete un po' di dimestichezza con la macchina da cucire vi potete produrre il vostro coprisella con la stoffa che più vi piace! Io avevo a disposizione un avanzo abbastanza grande di stoffa di cotone colorato e ho lavorato in questo modo: ho preso come modello il coprisella che avevo ormai sbiadito e con l'elastico rotto; ho dunque preso le misure sul mio pezzo di stoffa e ho controllato dove erano situate le cuciture di quello di partenza per farmi un'idea di come proseguire nel lavoro. Fatto ciò ho tagliato due parti uguali (una destra e una sinistra) che avrei poi successivamente unito al centro (la cucitura centrare va da arcione a paletta per intenderci). Volendo avere una copertura un po' più spessa ho fatto la stessa cosa con del cotone bianco (ok forse il colore è un po' delicato per questo utilizzo ma era l'unica stoffa abbastanza grande che avessi!) che ho poi usato per fare un doppio strato: per cui cotone colorato sopra nella parte visibile, cotone bianco nello strato sottostante. Ho quindi cucito le due metà insieme sia dello starto superiore che di quello inferiore; ho poi puntato la parte superiore con gli spilli, imbastito e rifinito i bordini a macchina; ho quindi unito il cotone bianco e creato dei nuovi bordini di un cm con lo spazio interno per l'elastico. Finito il lavoro mi sono resa conto di aver tirato troppo l'elastico (ahi ahi ahi) per cui il coprisella non arrivava fino ai quartieri! Fate perciò un po' di prove prima della cucitura definitiva se no vi trovate a dover scucire e aggiustare (odio rifare le cose e mi perdo d'animo in fretta se non vengono al primo colpo!). Io alla fine sono riuscita a trovare una soluzione ma la cosa ha implicato che la sella rimanesse parcheggiata 5 giorni sullo schienale di una sedia perché ero troppo incavolata per riprendere in mano il lavoro (di cui prima ero così soddisfatta)! Ok, forse a conti fatti tra stoffa e tempo impiegato è sicuramente più veloce andare in selleria e prenderne uno già pronto (e perfetto) però è divertente e soddisfacente anche produrlo da sé (soprattutto dato che da noi ha piovuto ininterrottamente per alcuni giorni e fuori c'erano pochi lavori da fare)! Buon lavoro a chiunque si voglia cimentare!    

venerdì 29 marzo 2013

Gioielli a tema equestre


Orologio Gucci
Bracciale Hermes
I cavalli non sono stati solo una grande fonte di ispirazione per l'arte figurativa: sono numerosi infatti i gioielli a loro ispirati. Ecco un esempio di alcuni di essi:
Bracciale di Cartier, anni 70.








                                             
Dodo. 


Ecco qui un elenco delle fiere e manifestazioni a tema equestre in programma partendo dal mese di aprile:

2013:
Roma Cavalli (Lazio): in programma per il periodo dal 19 al 21 aprile è stata annullata a causa della mancata assegnazione dei contributi pubblici. ( http://www.romacavalli.it/ )

La Primavera dei Cavallerizzi: dal 24 al 27 aprile, Saumur (Francia), spettacolo di arte equestre http://castelli-loira.it/19-Castelli/Cadre-Noir-Di-Saumur/Eventi-Cadre-Noir-Di-Saumur.html

Presentazioni pubbliche del Cadre Noir (Saumur, Francia): 6, 13, 18 Aprile 2013 - 2, 10, 11, 16, 23, 30 Maggio 2013 - 6, 13, 20, 27 Giugno 2013

Travagliato Cavalli: in programma dal 25 al 28 aprile, si tiene presso il centro fieristico sportivo in Via Montegrappa a Travagliato, provincia di Brescia (Lombardia). Pagina ufficiale con info e programma della manifestazione qui.

Equisur: dal 9 al 12 maggio a Jerez de la Frontera (Spagna) presso il Parque Gonzalez Hontoria, 22ma edizione. 

Salone del Cavallo Americano: in programma dal 16 al 19 maggio 2013la 16a edizione in Via Filangieri 15, Reggio Emilia (Emilia Romagna). Sito ufficiale: http://www.salonedelcavallo.com/default_it.asp 

Cavalia 2013: dal 21 al 23 giugno presso il Lago delle Sette Fontane a Castelletto di Leno in provincia di Brescia (Lombardia). Per tutti gli amanti del cavallo di razza Haflinger una manifestazione interamente dedicata a loro con gare di salto, dressage, attacchi. Qui  il link alla pagina ufficiale.

Equimediterranea: dal 16 al 18 settembre, presso Fiera Internazionale della Sardegna, viale Armando Diaz 221, Cagliari (Sardegna).

Mostra Nazionale del Cavallo Città di Castello (Umbria): dal 13 al 15 di Settembre presso FAT, via Carlo Marx 4, 06012Cerbara di Città di Castello, in provincia di Perugia. Sito ufficiale qui

Fiera Cavalli Verona (Veneto): dal 7 al 10 novembre alla sua 115a edizione. Sito ufficiale: Fiera Cavalli.    

Salon du Cheval de Paris: dal 30 novembre all' 8 dicembre a Parigi (Francia).
  
Sicab Sevilla (Spagna): dal 3 all' 8 dicembre, presso il Palacio de Congresos y Exposiciones a Siviglia. Link (sul sito l'anno scorso erano anche visibili le immagini delle gare in diretta). 

Olympia (Londra, Gran Bretagna): dal 16 al 22 dicembre 2013, http://www.olympiahorseshow.com/

Cheval Passion: dal 16 al 20 gennaio 2014 ad Avignone (Francia). 

giovedì 28 marzo 2013

La monta "a pelo"

La monta a pelo è qualcosa che, secondo me, ognuno di noi dovrebbe almeno una volta provare. Ad onor di cronaca ammetto di aver provato la prima volta un po' per curiosità ed un po' per pigrizia. La curiosità di provare a salire sul cavallo senza sella "interposta" ormai l'avevo da tempo e avevo chiesto un paio di volte alla mia istruttrice nel maneggio in cui ero anni fa cosa ne pensasse; dopo quello che mi era sembrato un entusiastico "Prova, ti può aiutare anche a migliorare l'assetto!" in realtà quando chiesi se poteva venire a darmi una mano (perché non ero così tranquilla a farlo da sola) iniziò a tirarmi fuori questioni riguardanti la schiena del cavallo e che tale pratica non sarebbe stata niente di interessante. Un po' demoralizzata e preoccupata all'idea di fare qualcosa che avrebbe potuto nuocere alla schiena del cavallo, abbandonai l'idea che mi ritornò solo dopo aver portato l'animale a casa. La curiosità per prima e dopo la pigrizia: iniziai a montare a pelo per portare i cavalli al paddock. Dato che i pad non sono subito davanti alla scuderia (anche se non si trovano ad un km beninteso), portare fuori gli animali uno alla volta, portare il fieno, l'acqua, pulire i pad ecc ecc implicava andare avanti e indietro per quella strada almeno 15 volte al giorno. Perché dunque non ottimizzare la cosa e farmi un pò scarrozzare? Mettere la sella per fare 100mt sarebbe stato inutile e avrebbe ulteriormente allungato i tempi perciò l'unica soluzione era provare a pelo! Da quel momento in poi non ho più smesso! Come sempre non voglio addentrarmi nell'ambito della tecnica perché non mi compete ma vorrei solo dare qualche consiglio per chi volesse provare a cimentarsi in questo tipo di monta. Innanzi tutto credo che un requisito fondamentale sia la fiducia. Io l'ho potuto fare qui a casa tranquillamente perché i cavalli sono abituati a stare fuori al paddock tutto il giorno e conoscono i rumori esterni e l'ambiente: la mia insicurezza quando ero al maneggio era dovuta principalmente alla mancanza di "fiducia" perché il cavallo a volte scappava prendendo la mano quando sentiva qualche rumore o quando i cani gli abbaiavano contro (situazione a mio avviso in gran parte dovuta alla scuderizzazione continua: il cavallo usciva solo se montato o per girare alla corda perché il paddock non si poteva usare altrimenti si sarebbe rovinato...). Una volta stabilito che ci fidiamo (se abbiamo già paura in partenza rimarremo rigidi aumentando il rischio di sbilanciarci da una o dall'altra parte e trasmetteremo la nostra ansia al cavallo che potrebbe recepirla come dovuta a qualche pericolo esterno dal quale fuggire) è bene iniziare per gradi: io al paddock i miei li ho sempre portati al passo, poi mi sono cimentata facendo poche falcate di trotto e dopo aver acquisito sicurezza e tranquillità al trotto sono passata al galoppo (che faccio però solo quando lavoro in campo). Problemi alla schiena a dire il vero non ne ho mai riscontrati (ma anche quando lavoriamo lo facciamo in modo molto tranquillo e "blando", magari montare tutti i giorni lavorando "seriamente" per un'ora o più potrebbe essere nocivo, questo non lo so dire) il problema maggiore al massimo è scendere con le parti non esposte al sole un po' doloranti se il cavallo non ha una schiena molto tonda e comoda. La fiducia di partenza ne esce senza dubbio ulteriormente fortificata così come l'equilibrio. La posizione corretta non credo esista davvero...insomma io mi limito in generale a tenere una posizione comoda per me e per lui, piuttosto avanzata verso il garrese e con le gambe "a penzoloni" (stringere eccessivamente ginocchia o polpacci diventa un lavoro estenuante se protratto per più di dieci minuti e non aiuta in caso di scarti o sgroppate, anzi credo che ci renda ancora più rigidi e propensi a cadere). Il galoppo generalmente è più comodo del trotto anche se io mi trovo piuttosto bene anche a questa andatura (l'importante è che non si rimbalzi sulla schiena come delle palle per intenderci): seguire armoniosamente il movimento del cavallo è d'obbligo (in tal caso forse sarebbe meglio farlo se già si sa stare comodamente al trotto seduto con la sella altrimenti potrebbe diventare doloroso!). I piedi...mah credo siano pari ma sinceramente non ne sono così sicura perché potrei anche tenere le punte basse (appena riesco a trovare qualcuno che mi faccia una foto la aggiungo e così vediamo come sono messa nella realtà!). L'unica controindicazione da segnalare potrebbe essere quella di avere perennemente i pantaloni sporchi (e pieni di peli nel cambio di stagione)! Che altro...pantaloni e scarpe comode (io non mi trovo benissimo con gli stivali e preferisco le scarpe da ginnastica), come pantaloni uso o quelli classici per montare (se hanno l'inserto in velluto può essere un vantaggio per ottenere un po' più di grip) o dei fuseaux in cotone; con i jeans mi è capitato di fare solo del passo per cui non so se le cuciture un po' più spesse possano dare fastidio o meno ma mi danno l'idea di poter provocare qualche abrasione essendo il tessuto più spesso (ma è una pura idea personale non fondata su dati reali o sull'esperienza!). Che altro aggiungere se non...buon divertimento!

martedì 26 marzo 2013

Piede scalzo o ferrato?

Il famoso detto "niente piede, niente cavallo" nasce da un concetto primario che ogni proprietario di cavalli (o gestore di un maneggio) dovrebbe sempre avere in mente: un cavallo con piedi doloranti sarà un cavallo riluttante al lavoro o addirittura impossibilitato ad esso. Credo sia semplice capire quanta importanza rivesta questa parte del nostro amico anche solo pensando al lavoro per cui essa è stata pensata: sostenere svariate centinaia di chili e, allo stesso tempo, funzionare da ammortizzatore (oltre che permettere all'animale di percorrere anche molti chilometri su terreni di diverso tipo). Solo da queste poche considerazioni si può dedurre quindi quanto sia complessa la struttura dello zoccolo e, di conseguenza, quanta importanza rivesta la sua giusta cura e manutenzione. Che voi decidiate dunque per lasciare i vostri cavalli sferrati o, al contrario, ferrarli non dovete perdere d'occhio la salute del piede del cavallo. Né una soluzione né l'altra implicano una maggiore o minore cura e, allo stesso tempo, entrambe hanno il loro costo. Innanzi tutto credo sia giusto "sfatare un mito": la decisione di sferrare un cavallo non comporta una minore spesa. Il piede infatti deve essere comunque pareggiato da un professionista che sappia quello che fa e che lavori per assicurare al vostro animale il benessere necessario. Il cavallo in natura è capace di percorrere distanze di 30 chilometri consumando perciò la suola e modellando lo zoccolo secondo le sue necessità. La permanenza dei cavalli domestici in box o paddock dal terreno soffice impedisce dunque allo zoccolo di consumarsi a sufficienza rendendo quindi necessario l'intervento umano per eliminare la parte in eccesso. Fate attenzione anche a come viene pareggiato il cavallo tenendo presente che il pareggio atto poi ad una successiva ferratura non è idoneo se fatto su di un cavallo che poi verrà mantenuto scalzo. Personalmente ho scelto per l'opzione barefoot già da alcuni anni e devo ammettere che fino ad ora non ho mai avuto problemi (anzi i piedi della mia cavalla -che sono sempre stati piuttosto deboli e tendenti a rotture- si stanno indurendo). Che voi vi affidiate ad un maniscalco o ad un pareggiatore fate attenzione ad un paio di cose: se il cavallo presenta una forte sensibilità alla suola dopo aver effettuato il pareggio o riscontrate una zoppia tutto ciò è indice che qualcosa non ha funzionato come dovrebbe; il nostro intento è quello di migliorare la condizione del cavallo e non di renderlo dolorante! Ricordiamoci di pulire periodicamente i piedi per verificare qual è il loro stato; eliminiamo pietre e sporco e ingrassiamo i piedi che risultino troppo secchi. Non aspettiamo troppo tempo prima di chiamare maniscalco/pareggiatore: questa soluzione apparentemente potrebbe farci pensare che risparmieremo denaro allungando i tempi di ferratura o pareggio ma in realtà rischiamo di spendere molti più soldi nel caso in cui insorgessero problemi dovuti a talloni troppo alti, punte troppo lunghe, ferrature correttive, ecc. Alcuni consigliano di sferrare periodicamente i cavalli ferrati per poter permettere allo zoccolo di rinforzarsi ma in realtà non so quanto questa soluzione sia efficace se attuata per brevi periodi di tempo (il tempo di transizione da uno zoccolo ferrato ad uno sferrato in genere si aggira attorno all'anno...). L'uso del ferro infatti tende a rendere la muraglia più sottile e a farla crescere di più, limita le capacità di ammortizzare le spinte e impedisce il normale consumo dello zoccolo mentre il piede scalzo tende ad irrobustirsi sempre più. L'ultimo consiglio che posso darvi è quello che - per quanto vi sia possibile- siate presenti nel momento in cui il vostro cavallo viene ferrato/pareggiato: ciò vi permetterà di capire molte cose, in primo luogo relative al piede del vostro compagno e in secondo luogo (ma non meno importante) sul metodo di lavoro del maniscalco/pareggiatore. Mi è capitato infatti di vedere "professionisti" con metodi decisamente poco civili e controproducenti che sembravano essere appena scesi nell'arena come dei gladiatori ed allo stesso tempo ho visto Professionisti avvicinarsi a cavalli "difficili" con calma, serenità e pazienza riuscendo a fare un ottimo lavoro.   

lunedì 11 febbraio 2013

Anemic horse

Do you have an anemic horse? If it's so, is your horse situation chronic or temporal? Did you find any solution to it?

venerdì 8 febbraio 2013

Travagliato cavalli

Anche quest'anno si svolgerà a Travagliato il consueto appuntamento con la fiera dedicata a tutti gli appassionati di cavalli. Avendo partecipato a diverse precedenti edizioni ed essendone sempre rimasta entusiasta penso che un giro ce lo farò anche quest'anno. I giorni previsti per la rassegna sono il 25, 26, 27 e 28 aprile 2013. Perché Travagliato? Personalmente io la preferisco a fiere più grandi proprio per il suo aspetto più "contenuto" e "famigliare". Le manifestazioni a cui si può assistere sono delle più svariate spaziando dalla monta americana, agli spettacoli, al salto dei giovani cavalli, alla morfologia degli arabi, al salto in libertà dei puledri e via dicendo. Gli stand presenti si snodano su di un percorso completamente all'aperto e si possono trovare in genere tutti i prodotti da selleria come abbigliamento per cavallo e cavaliere, prodotti per la cura del cavallo e via dicendo. Travagliato si trova in provincia di Brescia ed in genere propone sempre anche interessanti iniziative rivolte ai più piccoli (come il battesimo della sella per esempio). Qui il link per andare alla pagina ufficiale della manifestazione dove, al momento in cui scrivo, non sono ancora presenti tutte le informazioni riguardo al programma -che è ancora in allestimento- ma che presto sicuramente potrete trovare.

What is a sarcoid?

After seeing a skin lesion on my horse ear that possibly was a sarcoid I searched for more informations about it to understand better what I had to face. The first thing that I undestood was that there are six different types of sarcoids and that they are the most common skin tumors that can affect a horse. Recognizing them is not so simple and it is very tricky to find an everlasting solution or an effective treatment due to the fact that they may vary a lot from a horse to the other. It doesn't seem to be more common in one breed respect to another but it has been found that the percentage of male horses affected is higher than that of females. Thay can be found everywhere in the horse's skin even if they are more commonly situated around the eyes, the mouth, on the face or the neck but they can grow also on the groin, the sheat and the legs. There is no clear eveidence of their inheritability and the good news is that they do not metastasise but often a horse with a sarcoid can develop others. It's not easy to recognise them because their appearence can vary a lot and they can be single or multiple. Sarcoids classification is based on their form and appearence so there are those that have a verrucous form, a nodular form, an occult form, a fibroplastic form, a mixed form or those called malevolent. The mixed form is a "mix" (as its name suggests) of the other sarcoids forms and every form can change in time and develop into another one. One of the more common reasons for them to change from one form into a more aggressive one is related to an injury. 
Sarcoids can be very small and stay in this way for a long period of time but the best thing to do, when you find on your horse skin something that could be a sarcoid, is to call your vet and ask him for an advise.  Probably, if the tumor is small and it doesn't create any problem to your horse, he will tell you just to monitor it and call him in case there will be any significant change in its dimension. Biopsy is not commonly used because every injury or trauma can worsten the sarcoid condition. 
Is there any satisfactory treatment that can completely solve the situation? The likeliest answer to this question is no because it is not simple to understand which treatment will work at 100%. Some of the possible solutions are: surgery, sarcoid cream, cryosurgery, injections of drugs into the lesion or radiation. Having a good dialogue with your vet is very important because his experience will be very helpful.    

giovedì 7 febbraio 2013

Sarcoid or not?

What do you think about that? Is that a sarcoid or not? It was on the front side of the left ear of a female Haflinger, 6 y.o. It started being very little and after few months it grew suddenly without any clear reason. It used to make a crust that always went of (you can see it from the images below) and then the formation usually improved until it became doubled and then tripled. Unfortunately I do not have any photo taken during the very first time of it but it was really small and difficult to see. What happened then? Maybe an injury caused this growth but to be honest I have no idea about that. As I knew that the best solution in these cases was not touch the sarcoid until he doesn't create any problem I waited to call the vet who saw it when it started to grow. He told me that probably it was a sarcoid but the only way to know it for sure was to take a little part and analyze it. The problem is that if you remove part of a real sarcoid it probably will improve his width so if you chose to remove it it should be done for the entire tumor. Talking with my vet he also told me that, if I wanted to surgically remove it, it wasn't the right period of the year (we were almost in summer and here there are plenty of little mosquitos that can bite the wound) and it was better to wait until autumn came. So as we were waiting and the believed sarcoid continued to grow I decided to cover it with cream to protect it from insects and moreover it made the crust softer so it wouldn't have broken so often. It's true that  sometimes a spontaneous regress of the sarcoid may occur even if you do not use any particular treatment. And it's also true that in my personal case we weren't so sure about it and if it was a sarcoid or not but the thing is that it started to reduce its diameter until he completely disappeared.   


Horse books 2

The second book on my shelf is One Hundred Ways a Horse is Better than a Man, by Tina Bettison, edited by Hodder & Stoughton in 2007 and which cost was 3.99£. That one is completely different from the previous but you know...sometimes is good reading someting just for having fun! This little book of less than a hundred pages is nice and go with other two written by the same author One Hundred Ways for a Horse to Train its Human and One Hundred Ways to Live with a Horse Addict. They are all hilarious and you can find many funny things that, if you are a horse "addict" do too (of course I did).

Horse books

There are plenty of books related to horses; some of them are thought to be read by "beginners", some are for intermediate riders and others are for those who are at an higher level. There are books about training techniques, luonging, nutrition, diseases, etc. Do you have your personal horse bookshelf at home? Which kind of book do you prefer reading? Would you like to share your best title with us? In this post I will leave some of the titles of the books that I found more interesting, would you like to do that too? If so, please leave us a comment! 
The first book that I would like to put on my list is Tug of War: Classical versus "Modern" Dressage by Dr. G. Heuschmann, edited by J.A. Allen. I buoght it some years ago at the price of 15.99£ by the internet. G. Heuschmann is not only a rider but also an equine veterinarian and he explains quite well the mistakes that many riders/trainers do and their consequences. The book is divided in seven chapters where he analyzes the differences between the "old" classic school of training and the new one. Thanks to the great number of photos we can clearly understand what he is trying to explain (even if you are not a vet). Infact there are photos taken during competitions that show us what's good and what's not, there are many illustrations that refer to the skeletal system, to muscles and ligaments and the main point is that hyperflexion and the tension related to it bring physiological problems. Reading it can be of great help even if you are not a dressagist; so, in my opinion, the book is not only interesting but very useful and well written, it's clear although speaking about a complex topic.

Horse people

There are some people who know a lot about horses but they share only part of their knowledge under payment. There are some who think that they know everything and they talk and talk and talk without stopping. There are others who know only few things but they use their brain to understand what they ignore and try hard to improve their knowledge. There are people who think that their level of knowledge is much higher than any other and they do not listen to anything. There are some that thinks that by doing elementary competitions they are much better than people who don't. And so on. There are many different kind of horse people and I met many of them during the years. The first thing that I understood is that you never know everything. It's simply not possible because there are too many things to know. You can be a perfect trainer but maybe you are not a vet; you may be a wonderful teacher even if you do not know every name of every muscle or bone of your horse; you can be a perfect trainer for horses but a bad teacher with people; you can   be a good therapist or a great "horse whisperer" but you need help if your horse has colic symptoms.  I could go on for a while in this way just because working with horses is not so simple and there are many things related to them. Put your trust in people but always think about what they are telling you. Secondly talk with many different people about everything: there are many good ideas, maybe very different from ours, but always useful. Third advice: everyone has something good to teach you because there will always be something that we don't know.  So don't be scared of trying new solutions: if they work everything will be ok but if they do not you can simply go back and do what you used to. Keep in mind that you always have to look at your horse and he will simply let you know if things are ok or not. Misbehaviour, changes in their phisical  condition or mental attitude give you a hint: think about your training programme, your horse's diet or his living condition to find out where the problem is. Too many times people think that if a horse "doesn't work" thay can simply change him. This way of avoiding problems can bring you to repeat the mistake on and on. Work on yourself and you will be able to solve many things!  

mercoledì 6 febbraio 2013

Foal in progress!!

February, 4th 2011

Few hours after... 

Cherubino 3 days after he was born

Cherubino and his Mom

Such a good boy!

Cherubino one week after he was born

So much energy!! One week old

Cherubino is 4 months old

Cherubino at 7 months

Cherubino at 10 months

Cherubino, 16 months, near Hermano, 8 y.o.

Cherubino, 20 months 

Cherubino, February 4th 2013

martedì 5 febbraio 2013

What is hay?

As always I'm not here to teach you anything but only to share my own experience and what I've learnt thanks to that. When I brought my horses at home I knew only few things and I didn't know how many others there were for me to discover. So, during some years, I improved my knowledge by reading books, trying different solutions and asking for informations to different people. With horses there are no rules and what works for one doesn't necessarily works for another. While what is generally true is the hay composition. First of all, hay is grass that is cut and dried so it can be stored and then used according to your needs. In Italy we generally have 3 different cuts: the first one in May, the second in August and the third one in September. The first one often contains more nutrients than the second and third one. After cutting the grass it is left on the field to dry for about three days and then, when it's dry enough, it is baled. It is very important that during that period of time hay doesn't become wet because this can cause mould development. Hay contains water too but your horse always needs to have free access to fresh and clean water. There are three different types of hay: legumes, cereals and grass hay.In legumes hay we can find alfa-alfa and clover; they are rich and contains many nutrients so, even if it's very palatable for horses, be aware of the fact that giving them too much of it can cause too much energy in your horse. After legumes hay there is the grass hay that is a little less rich in protein respect to the first one and it generally contains timothy, bluegrass, orchardgrass, fescue, etc. Last but not least there is cereals hay that is made of oat, barley or wheat but it is not often used because it's not as nutrient as the other two types. Straw sometimes is used instead of hay or to complete the horse's diet but it's not nutrient and it doesn't give enough proteins and energy to your horse. It's quite common that some horses eat it when we use it to make their bed and in itself it's not such a bad habit but straw shouldn't be their only source of nutrients.