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venerdì 1 aprile 2011

Dopo la nascita

Una volta avvenuto il parto, a cui possibilmente avremo assistito in disparte per accertarci che tutto si svolgesse nel migliore dei modi, e intervenuti solo in caso di reale necessità, bisogna assicurarsi di una serie di cose: salute della mamma e quella del nuovo nato. Se non si fosse rotto il sacco che contiene il piccolo dobbiamo farlo noi il prima possibile avendo cura di pulire i residui di placenta dalle narici per potergli permettere di respirare. I puledri appena nati si presentano fin dai primi momenti attivi ed entro la mezz’ora si avranno i primi tentativi di reggersi sulle gambe. Normalmente entro le tre ore devono essere in piedi (a volte i maschi ci impiegano un po’ di più delle femmine) ed aver già cercato la mammella per la prima poppata. Se decidessimo di volerlo aiutare ad alzarsi non facciamolo prendendolo nella zona della cassa toracica poiché le costole sono molto fragili e rischieremmo di romperle, ma prendiamolo per la coda. È di fondamentale importanza che entro le due o tre ore venga assunto il colostro (il primo latte) che trasmetterà le difese immunitarie di cui il piccolo è privo. Inizialmente la frequenza respiratoria e cardiaca sarà più elevata ma in breve diminuirà; asciugare con asciugamani puliti e riscaldare il puledro con una coperta (soprattutto se il clima è ancora freddo) è necessario per evitare che vada in ipotermia; dopo aver poppato di solito viene espulso il meconio ossia delle feci molto dure formatesi durante la gestazione, se ciò non avviene può portare a colica e per prevenirlo possiamo somministrare un clistere normale ad uso umano. Controlliamo anche che dopo aver preso il latte non vi siano residui nel naso, che sia vivace, si sdrai per riposare e si stiri. Il cordone ombelicale non va toccato e si staccherà da solo non appena il piccolo si alzerà; il residuo dovrà essere medicato per due o tre giorni, ad esempio, con del betadine. È buona regola sverminare la fattrice dopo il parto per evitare che passi parassiti al piccolo; tre mesi dopo verrà nuovamente dato il vermifugo ma questa volta ad entrambe. All’arrivo del veterinario per controllare la placenta e lo stato di salute degli animali verrà inoculato il siero antitetanico al puledro. Se il piccolo dopo il parto è però poco vitale e le mucose sono pallide è meglio chiamare con urgenza il veterinario senza aspettare la mattina seguente. Purtroppo con i nuovi nati non è possibile aspettare per vedere come si evolvono le cose perché quando una situazione appare grave spesso è già troppo tardi perché vi possa essere un miglioramento, meglio intervenire ai primi segni di un qualsiasi problema. È normale se notiamo coprofagia (mangiare le feci) nel puledro, lo fanno di solito durante tutto l’arco della prima settimana. Le poppate saranno piuttosto frequenti (ogni 20-30 minuti) per poi andare diradandosi sempre più durante i sei mesi necessari per lo svezzamento. Già da subito (anche se senza denti) iniziano a prendere i primi fili di fieno emulando il comportamento della mamma e inizieranno a mangiarne sempre di più e a brucare l’erba se messi al paddock. I denti che inizialmente non sono visibili in realtà sono già presenti al di sotto delle gengive e in 7-10 giorni faranno la prima comparsa i picozzi e via di seguito gli altri. Questa è una dentizione da latte che verrà successivamente cambiata. Il box deve essere molto pulito, in special modo dall’urina e nelle prime settimane di vita sarebbe consigliabile che il puledro venisse a contatto con poche persone o altri animali, in particolar modo se questi vengono portati fuori in gara, evitando così il diffondersi di batteri o virus per lui estremamente pericolosi. Dieci - quindici giorni dopo la nascita potrebbero avvenire attacchi di diarrea che di solito coincidono con il periodo del calore da parto della fattrice e sono normali ma se avvengono durante la prima settimana e sono indipendenti dal calore da parto possono essere preoccupanti poiché portano ad una veloce disidratazione e debolezza; nel caso in cui non riuscisse ad alzarsi e andare a prendere il latte meglio non forzarlo a farlo ma somministrargli liquidi. La diarrea può essere causata da batteri (come la salmonella per esempio), virus, dalla presenza di vermi (per questo è bene dare vermifugo alla cavalla dopo il parto) o da ulcere gastrointestinali.

giovedì 31 marzo 2011

Il parto


puledro con qualche ora di vita
Durante quasi tutto il periodo della gestazione può essere necessario verificare lo stato di salute della mamma e del piccolo con visite veterinarie o ecografia. È importante che il mese prima della data prevista si vada a controllare se la posizione del puledro è giusta (testa e anteriori rivolti verso l‘esterno) o meno. Se la posizione è corretta difficilmente cambierà nell‘arco degli ultimi trenta giorni. Un’ecografia può anche aiutare a capire se si tratta di un parto gemellare (piuttosto raro) o meno. Ci accorgeremo del tempo mancante al termine della gestazione in primo luogo osservando le mammelle. Queste iniziano a gonfiansi durante l‘ultimo mese e poche ore prima del parto si può notare il latte che ne fuoriesce (se è in grande quantità dovrà essere raccolto e congelato per essere poi dato al puledro). Determinare lo stadio di una gravidanza solo osservando come ingrassa la cavalla non è un buon metodo dal momento che, specialmente se è primipara, potrebbe notarsi un marcato aumento di peso solo nelle ultime settimane. Una volta determinato di essere pronti al parto bisognerà cambiare la lettiera del box in favore di una in paglia (se usiamo altro), lo strato deve essere alto e soffice. Si predilige la paglia perché è meno pericolosa per il piccolo in quanto potrebbe inalare truciolo o segatura, assorbe molto, dà volume ed è meno pericolosa anche per la mamma poiché gli altri tipi di lettiera potrebbero causare più facilmente infezioni all’apparato genitale. Sarebbe meglio se l’animale venisse controllato durante il parto -anche se non fisicamente per mezzo di una telecamera ad infrarossi- per essere pronti ad intervenire in caso di necessità. In caso si svolgesse tutto naturalmente, senza bisogno di aiuto in meno di una mezz’ora la fattrice avrà dato alla luce il piccolo. Può accadere che non si rompa la sacca allora dovremmo procedere noi stessi a farlo per permettere al nuovo nato di respirare mentre il cordone ombelicale si staccherà da solo una volta che il puledro si alzerà in piedi. Se siamo in periodo invernale asciughiamo il piccolo con degli asciugamani puliti e morbidi facendo però molta attenzione ad entrare nel box, perché non tutte le cavalle reagiscono allo stesso modo, e interferendo il meno possibile tra mamma e piccolo.