giovedì 17 marzo 2011

prevenzione colica?

Innanzi tutto è possibile prevenire una colica? Forse non nella totalità dei casi ma, io credo, che una serie di buoni accorgimenti possa limitarne l'insorgenza e tenerci alla larga da ciò. Alcune cose da tenere presenti credo siano:
- qualità del fieno somministrato. Il fieno deve essere di buona qualità e soprattutto esente da muffe. E' perciò consigliabile evitare di somministrare fieno che presenti segni o odore di muffa evidente. Immagazzinare il fieno in un luogo asciutto e areato è buona regola, come anche quella di evitare di fargli prendere umidità o di farlo entrare in contatto con acqua per lungo tempo (diverso è il discorso di bagnare il fieno alcune ore prima di somministrarlo per togliere eventuali polveri)
-qualità e quantità del mangime. Un mangime deve essere somministrato ad orari precisi, preferibilmente almeno 2-3 volte durante l'arco della giornata e in quantità adeguate rispetto al lavoro svolto dal cavallo. Se si decide, per una qualsiasi ragione, di cambiare tipo di mangime tenere presente che è un passaggio che deve essere fatto in maniera graduale in quanto l'intestino potrebbe non essere in grado di digerirlo subito. Normalmente ci vogliono 14 giorni per sviluppare all'interno dell'intestino i nuovi enzimi capaci di scindere il nuovo prodotto quindi io opterei per un inserimento graduale nella dieta, mescolando le razioni del vecchio con il nuovo per esempio o sostituendo inizialmente solo un pasto al giorno per poi andare aumentando.
-quantità dei pasti. Il cavallo in natura mangia approssimativamente sedici ore al giorno. Se non possiamo garantirgli una vita in un pascolo con possibilità costante di brucare facendolo vivere nella maniera più vicina a quella che avverrebbe in natura ma abbiamo il cavallo scuderizzato teniamo presente che più se ha la possibilità di razionare il cibo in piccoli pasti frequenti meglio sarà per lui in quanto il suo apparato digerente è nato per brucare durante i 2/3 della giornata. Personalmente suddivido le razioni normalmente in 3 pasti quando i cavalli possono uscire ed andare in paddock, mentre in inverno o durante le giornate piovose questi diventano 4 o 5(ore 6,30, 10,00, 11,30, 15,00, 18,00). Ciò fa sì che oltre ad ingannare il tempo durante i giorni di poca attività o di attività limitata al solo lavoro essi possano distrarsi innanzi tutto ed, in secondo luogo, evita il presentarsi di varie forme di gastrite (il cavallo produce saliva solo durante la masticazione mentre lo stomaco secerne i succhi gastrici costantemente; se è vuoto quindi i succhi acidi vanno ad intaccare la parete dello stomaco).
- successione dei pasti. E' auspicabile somministrare prima il fieno e solo successivamente (a distanza di almeno mezz'ora) il mangime e non viceversa o tutto insieme. Questo perchè il transito intestinale del fieno è più veloce rispetto a quello del mangime e se venisse somministrato quindi prima il mangime ed il fieno successivamente quest'ultimo spingerebbe via il mangime non ancora del tutto digerito.
- i pasti vanno somministrati ad orari fissi; il cavallo è un animale amante della routine perciò è bene che gli orari in cui vengono servite le pietanze non cambino
- la quantità di cibo solido è bene che non superi i due chili circa per volta
- non far mangiare il cavallo prima del lavoro. Dopo aver mangiato aspettare un paio di ore prima di iniziare qualsiasi attività.
- non far mangiare il cavallo subito dopo aver lavorato, in special modo se si è svolto un lavoro pesante ed il cavallo ha sudato molto
- far attenzione dopo un lavoro intenso che il cavallo non beva molta acqua fredda
- non portare il cavallo in box sudato dopo il lavoro. Lasciarlo fermo quando è sudato è come esporlo alle correnti d'aria, nonostante la scuderia sia chiusa l'evaporazione in questo modo del sudore crea un forte sbalzo di temperatura molto pericoloso.
- non lasciare sacchi di mangime o cibo in posti accessibili. Il cavallo se riuscisse ad uscire dal box andrebbe a divorare tutto il loro contenuto andando incontro a coliche o laminite.
-controllare che non venga mangiato il truciolo della lettiera (la mia cavalla è solita prenderne delle grandi boccate quando ne aggiungo di nuovo e l'unica soluzione sarebbe quella di mettere una musara)
- se la lettiera è in paglia è molto comune che ne mangino una parte ma deve essere paglia di buona qualità e, come per il fieno, deve essere esente da muffe.
- altre lettiere come quella fatta con la lolla del riso possono essere nocive in questo senso se ingerite
- sverminare con regolarità (ogni 3-4 mesi)
- evitare un eccessivo stress come viaggi troppo lunghi senza soste
- controllare periodicamente (una volta l'anno) i denti in quanto una cattiva masticazione potrebbe essere associata a coliche
- evitare cibi fermentescibili (ad esempio le mele, io ne aggiungo non più di una alla razione giornaliera di mangime e non tutti i giorni)
- evitare di lasciare il cavallo troppo a lungo chiuso in un box senza avere la possibilità di muoversi liberamente
- evitare paddock con erba eccessivamente lussureggiante. Specialmente la prima erba che cresce in primavera è molto ricca di zuccheri, permettere quindi al cavallo di mangiarne una quantità limitata
- evitare di lasciare il cavallo al paddock con a disposizione molta erba per un giorno intero se non è abituato a stare fuori. Magari dopo la pausa invernale in cui, causa pioggia o neve non si è potuto lasciare il cavallo fuori, si è tentati alla prima giornata calda e soleggiata di lasciarlo sfogare libero per tutta la giornata. Meglio però che l'animale si riabitui a mangiare erba gradatamente, partendo il primo giorno magari solo con un'ora che mano a mano aumenteremo.
- paddock molto sabbiosi possono creare problemi dovuti al depositarsi della sabbia nello stomaco.
 - controllare sempre il corretto funzionamento delle beverine e, nel caso in cui i box ne fossero sprovvisti, tenere secchi con acqua fresca e pulita sempre a disposizione in quanto un cavallo beve svariati litri di acqua al giorno.
- in inverno controllare che le beverine non siano ghiacciate; nel caso in cui lo siano somministrare acqua tiepida sarebbe consigliabile dal momento che se l'acqua è molto fredda ne bevono meno con conseguente rischio di costipazione.
- i cavalli con ticchio d'appoggio tendono ad essere maggiormente soggetti a coliche a causa della continua ingestione di aria.
Per inciso, io ho sempre cercato di tenere presente queste "regole d'oro" ma non è bastato. Ogni caso è a sé stante e sicuramente avere la possibilità di tenere i cavalli a casa dove vengono controllati in maniera costante può essere un ulteriore aiuto in quanto ci permette di capire che qualcosa non va fin dal primo stadio mentre quando ci si affida a terzi purtroppo non sono sempre così scrupolosi e attenti nei controlli...

coliche

Odio profondamente il 17 marzo ed ecco brevemente la ragione per tale odio: due anni fa il mio cavallo è morto di colica. All'epoca non avevo ancora i cavalli a casa e nemmeno avevo nessuno di quelli ora presenti in scuderia. Avevo però un bell'andaluso grigio di nove anni, comprato otto mesi prima grazie ai soldi risparmiati con fatica, lavorando ben più delle classiche otto ore al giorno tra contratti a tempo determinato, supplenze a destra e sinistra e via dicendo. Insomma alla fine però ero riuscita a trovare proprio ciò che tanto sognavo ed era capitato per puro caso. Quando si dice "un'occasione piovuta dal cielo", lui era proprio questo, un sogno che si era materializzato! "E' un po' troppo per me". Questo è stato il mio commento la prima volta che sono andata a provarlo. Nemmeno cercavo più un cavallo, ero là senza troppe speranze, senza tante illusioni.Ma durante il viaggio per tornare a casa ci ho ripensato tutto il tempo. Nonostante quel commento quel cavallo mi era piaciuto da impazzire. Era quello che avevo sempre sognato, esattamente come lo immaginavo. La seconda volta in cui sono andata su, mi ha portato a spasso al galoppo per tutto il maneggio, io lì sopra incapace di fare una cosa qualsiasi per fermare la folle corsa e gli altri giù a guardare senza capire bene cosa stesse succedendo. Ma la cosa che più mi aveva stupito una volta fermati era che non avevo mai avuto paura, nonostante le altre brutte esperienze di quel tipo, non ho mai pensato potesse fare qualcosa di male. Me ne sono andata pensando che probabilmente non era quello giusto e così ho detto a tutti...ma nella mia mente già pensavo che con lui o avrei imparato qualcosa o avrei smesso. La sera dopo saltellavo per le vie di Ovada cantando "Avrò un cavallo grigio pomellato, con lunghi capelli e zoccoli neri lucenti". Era il 3 di luglio. Il 4 lo portavo a casa con me. Quante domande mi sono posta durante tutto il viaggio. "Avrò fatto la cosa giusta?Ora che ho quasi azzerato i miei fondi, se succede qualcosa che faccio? Quanto si incazzeranno i miei?Riuscirò a combinare qualcosa?Mi scaraventerà nel futuro alla prima occasione?"Ma nel mezzo di questi pensieri tornavo alla mia canzone e mi ripetevo "Un cavallo tutto mio!!!Grigio e bello!Mio mio mio"La sera prima avevo anche deciso che il suo nome sarebbe stato d'ora in avanti Cocco, molto meglio dell'austero Kosovo III. Da lì poi è diventato Cocchino, Coccorito, Coccolotto, Corinzio, Cori, Corinzione, Coquito e chissà quanti altri nomignoli gli ho dato. Non ho mai messo una targa sulla porta del suo box con un nome per stupida scaramanzia, ma non è servito a niente. L' ho lasciato morire come se non fosse nessuno, solo per una superstizione e questa è una cosa che non mi perdonerò mai.
La colica...come dicevo all'epoca non avevo i cavalli a casa ma avevo questo bell'andaluso in una scuderia ad una mezz'ora da me. Alle 21.00 circa di lunedì 16 marzo mi arriva una telefonata dove mi dicono che il cavallo è in colica, arrivo il più veloce possibile e lo trovo mentre lo fanno passeggiare. Sudato e stanco ma il suo occhio era ancora vispo. Mi avvicino e lo accompagno in box. Chiamiamo il veterinario che giungerà un'ora più tardi, lo visita e lo portiamo in clinica. Arriviamo lì attorno alla mezzanotte, dagli esami mi dicono che un'operazione potrebbe non risolvere niente ma ormai siamo arrivati lì ed è l'unica opzione che mi possa rimanere. Alle 4 del mattino escono i veterinari dicendomi che non c'è stato nulla da fare: si era già rotto lo stomaco. Non so ancora oggi quali possano essere state le cause di tale attacco di colica, se ci sia stato un fattore scatenante o meno, se mi sia stato tenuto nascosto qualche particolare che avrei dovuto sapere o cosa sia andato sbagliato. Forse era solo destino.
Dopo tutta questa premessa credo però sia doveroso aprire un capitolo specifico in merito alle coliche: come avvengono, perchè, come si possono curare. Non sono una veterinaria quindi tutto ciò che dico si basa puramente sulla mia esperienza e su quello che ho letto cercando di documentarmi al meglio dopo questo episodio, non mi pongo perciò a livello di chi può insegnare o fare una diagnosi ma vorrei solo poter fare un po' di chiarezza su un argomento così vasto e di difficile trattazione.

Buongiorno!

Buongiorno a tutti! Innanzi tutto perchè scrivere un blog? E perchè proprio questo? Le risposte sono molte ma, per farla breve, vorrei aprire un canale diretto con tutti gli appassionati, professionisti o semplicemente simpatizzanti nei confronti del mondo del cavallo, questo stupendo animale e tutto ciò che gli ruota intorno per poter scambiare idee, opinioni e, in special modo, esperienze. Mi sono avvicinata a loro casualmente e da quel momento non ho più potuto abbandonarli perchè il cavallo a volte si trasforma in "malattia". Tutto ciò mi ha portato nell'arco di un breve tempo dal sognare di avere un animale tutto mio, da curare ed accudire ad avere una piccola scuderia nella quale mi occupo di tutto un po', partendo dal fare i box la mattina, distribuire il cibo, muovere i cavalli, far fronte ai piccoli o grandi problemi che possono insorgere, reperire il mangime, scaricarlo e metterlo a posto, tagliare l'erba, passare il campo e mille altre cose. Insomma un impegno costante e a volte fisicamente pesante che però viene ripagato dal poter vedere l'alba con loro (ed anche il tramonto) e dalla creazione di un rapporto unico e solido che solo il condividere la giornata insieme può portare. Non sempre però tutto va come ci si potrebbe aspettare e capita che ci si perda d'animo perchè gli sforzi compiuti non portano a nessun risultato o perchè i fornitori aumentano a loro piacere i prezzi a dismisura, consegnano in ritardo o un cavallo si fa male. Insomma, sul piatto della bilancia si devono mettere una quantità di cose che, prima di iniziare tale avventura forse non avrei nemmeno sognato. Ci sono giornate magnifiche ed altre che si trasformano in uno dei peggior incubi. Per tale ragione vorrei scrivere qui ciò che mi succede o è capitato in passato e poter condividere tali esperienze in modo da poter avere (o dare) un conforto a chi si trova nelle mie stesse condizioni, scambiare idee e, non ultimo, aiutare chi volesse intraprendere tale strada con alcuni consigli utili perchè sappiano a cosa vanno incontro: infinite gioie e numerosi grattacapi!!!!Con questa breve introduzione concludo poichè il lavoro mi chiama, ma aggiornerò al più presto la pagina dandovi un'idea di cosa effettivamente significhi lavorare con i cavalli e sperando di avere un buon riscontro da parte vostra!!!