martedì 22 gennaio 2013

La crescita del puledro

Eccomi qua per raccontarvi un po' ciò che ho appreso in questi due anni di esperienza con un puledro. Come sempre vorrei solo dirvi quelle che sono state le mie esperienze personali che, dunque, non vanno prese come "regole" o scienza certa. Partendo dal presupposto che ogni cavallo è un animale a sé stante e che esistono innumerevoli variabili per cui un comportamento si manifesti o meno la prima cosa che posso dirvi è che il puledro è notevolmente più istintivo nelle reazioni rispetto al cavallo adulto. Diciamo che se un cavallo già "grande" spesso reagisce in maniera a noi incomprensibile, con il puledro ciò avviene in modo ancora più amplificato. Infatti egli non ha ancora una distinta percezione di ciò che ha attorno e questa aumenta mano a mano che cresce e che prende confidenza con l'ambiente che lo circonda. Per questa ragione vale la regola d'oro di non stare dietro al puledro (pena ricevere un calcio). Quello che ho notato è stato che il puledro -fino a pochi mesi fa- non aveva ancora attuato gesti di "avvertimento" del tipo sgroppatina e se ti avvicini ulteriormente calcio; semplicemente lui calciava. E questo che fosse un oggetto inanimato (tipo la carriola) o una persona (io). Inoltre in genere, quando veniva portato ai paddock con la capezza, reagiva ad un rumore improvviso con una fuga repentina (del tipo che io rimanevo a guardare mentre partiva come un missile e realizzavo che se ne era andato un minuto dopo). Devo ammettere che tutte queste cose inizialmente mi avevano lasciato un po' allibita e spaventata, soprattutto perché non avevo alcuna esperienza con i puledri e non sapevo assolutamente come affrontare la situazione se non armandomi di pazienza (ho pensato ad un migliaio di soluzioni ma in realtà l'unica ad aver funzionato davvero e ad aver dato i suoi frutti è stata proprio la pazienza). Dopo due anni il suo atteggiamento è molto migliorato: è più riflessivo, prima di darsi alla fuga valuta il "nemico" (che può essere anche solo il cane che abbaia all'improvviso), i calci non sono più all'ordine del giorno e la sua gestione è molto più semplice. Forse questa non sarà la maniera più efficace di gestire un puledro e la sua crescita ma, per quanto mi riguarda, ha dato comunque i suoi frutti e, ciò che più mi rende felice, è che per lui non è stata traumatica e gli ha permesso di sviluppare un suo carattere senza una mia eccessiva interferenza. Per cui in bocca al lupo a chiunque decida di affrontare questa difficile strada lastricata non solo di soddisfazioni ma anche di molti sbagli e cose nuove da imparare ogni giorno ma che vi lascerà un senso di soddisfazione ad ogni piccola nuova conquista.

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