martedì 29 marzo 2011

cavallo mono e criptorchide

Un cavallo viene definito monorchide quando avviene la formazione di un unico testicolo all’interno della sacca dello scroto mentre è criptorchide quando entrambi i testicoli (criptorchidismo bilaterale) o uno solo (monolaterale) vengono ritenuti all’ interno della cavità addominale o del canale inguinale. Statisticamente si è notata una prevalenza di criptorchidismo inguinale quando ad essere ritenuto è il testicolo di destra, se, invece, a non scendere è quello di sinistra di solito questi si trova nella cavità addominale. È più frequente riscontrare casi di criptorchidismo rispetto che di monorchidismo che risulta essere più raro. Non vi è una regola secondo la quale alcune razze siano più colpite rispetto ad altre, tuttavia si riscontra una maggior frequenza di casi in soggetti Quarter Horse o Percheron. Il testicolo ritenuto è più piccolo rispetto al normale e, probabilmente, la maggior temperatura del corpo fa in modo che non produca spermatozoi da qui quindi la sterilità del criptorchide bilaterale; il monorchide è invece a tutti gli effetti capace di riprodursi. La causa di ciò è in realtà sconosciuta; si propende, tuttavia, a pensare che sia di origine genetica e quindi una condizione ereditaria: per tale ragione viene sconsigliato l’uso di tali animali a scopo riproduttivo. La discesa dei testicoli tendenzialmente avviene durante lo sviluppo del feto; se questi non sono ancora visibili nel puledro ad un mese dalla nascita con ogni probabilità questo non accadrà successivamente ma non è una regola: in alcuni casi ciò è avvenuto attorno ai 2 - 3 anni.
Non sempre è facile effettuare una diagnosi: al di là infatti del caso in cui si sia assistito alla nascita del puledro, e quindi seguito questo nel suo sviluppo, negli altri casi possono sorgere dei dubbi. Ad esempio se si è comprato un cavallo come castrone ma questi manifesta un comportamento tipicamente da stallone con una elevata aggressività ed un comportamento dominante possiamo trovarci di fronte ad un criptorchide bilaterale o ad un unilaterale castrato solo parzialmente. Per scoprirlo è necessaria quindi una visita nella quale il cavallo verrà sedato per mantenerlo il più tranquillo possibile, verrà cercata traccia di cicatrice riconducibile ad una castrazione unilaterale, effettuata la palpazione dello scroto e del canale inguinale ed eventualmente fatto un esame rettale se dalla palpazione non si è evidenziato nulla. Occasionalmente si può ricorrere anche alla misurazione del livello di testosterone che risulta essere alta negli stalloni e un po’ più bassa -ma simile- nei criptorchidi. L’ uso degli ultrasuoni è un altro metodo di diagnosi affidabile, sicuro ed efficace.
Una volta assicurati su quale sia la condizione del cavallo si possono intraprendere alcune vie: innanzi tutto la castrazione. È consigliabile, essendo probabilmente un fattore genetico a determinare casi di questo tipo, che il cavallo venga sterilizzato. Viene praticata sia in anestesia generale che con il cavallo in piedi e solo sedato (se la sua indole lo permette e se stiamo parlando di un monorchide), viene quindi inciso ed estratti i testicoli. È bene che anche nel caso in cui sia avvenuta la sola discesa di un testicolo vengano eliminati entrambi e non sono quello visibile per evitare che successivamente venga scambiato per castrone. Inoltre il o i testicoli ritenuti hanno una maggior probabilità di sviluppare un tumore (patologia piuttosto rara invece nel cavallo con un loro normale sviluppo). Nella maggioranza dei casi non vengono riscontrati problemi nel post-operatorio e l’ospedalizzazione ha una durata di media di cinque giorni nei quali vengono effettuate una terapia antibiotica ed una con antinfiammatori. Altra soluzione può essere quella di intervenire anziché con la chirurgia tradizionale per via laparoscopica evitando così il rischio dell’anestesia totale; permette inoltre una più facile localizzazione del testicolo ritenuto ed una ripresa più veloce ma di contro ha un costo maggiore ed è necessario l’intervento di un chirurgo esperto per evitare complicazioni.
Ultima scelta può essere quella di applicare una terapia a base di testosterone per fare in modo che il testicolo ritenuto scenda ma, oltre agli effetti collaterali che questa può avere, è valida solo in alcuni casi in cavalli giovani. Può essere usata in alternativa la fitoterapia ma i risultati non sono sicuri.

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